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01 Aprile 2010
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La Seduzione del Cioccolato
Nell'occasione della festa di Pasqua, un articolo della Dott.sa Claudia Cardinali su che cosa rappresenta il cioccolato nel mondo moderno e che cosa significava in passato...
Seduzione e Cioccolato... Potresti essere interessato a: RICETTE-DOLCI
“Amore è la tempesta del piacere e l'incanto della dolcezza” (Anonimo – dei Baci Perugina)
Seduzione e Cioccolato due termini che è semplice accostare nell'immaginario comune. Si potrebbe anche dire che il cioccolato recupera la valenza positiva della e alla seduzione: in quanto duplice volontà di portare qualcuno a sé e di lasciarsi andare all'altro. Ciò esiste già nella relazione madre – bambino.
La seduzione è fatta per creare emozioni positive e piacevoli: il seduttore dispensa piacere perché porta l'altro ad esprimere i propri desideri repressi.
I Maya furono tra i primi ad essere sedotti dal cioccolato a cui essi attribuivano proprio il potere di liberare desideri nascosti e di svelare il destino.
A partire dal 600d.C. Lo usavano come moneta; verso il 1000 lo coltivavano e nelle notti di luna piena sacrificavano animali che avevano macchie scure sulla pelliccia al fine di propiziarne la raccolta. Gli uomini lo bevevano prima di fare la guerra e prima di fare l'amore. Tanto che, considerandolo un afrodisiaco, in certi giorni Montezuma ne beveva anche 50 tazze per riprenderne il vigore.
Poi la seduzione del cioccolato è toccata ai religiosi, allora al seguito di Ferdinando Cortez. Indi gli sportivi per trarne energia. Il conquistatore dell'Everest, Hillay, ne consumava ad ogni scalata (il cioccolato però causa anche tachicardia).
Numerosi sono oggi i buongustai nonché i club di assaggiatori di cioccolato.
Nel 1750 il naturalista svedese Linneo lo chiamò “il cibo degli dei”. Ma il cioccolato è noto anche come “l'oro bruno”. Appellativi importanti che associano il cioccolato al fascino, alla seduzione, al potere.
Dal “Bacio Perugina al”Ferrero Rocher” al “Moncherry” … anche i nomi scelti e ormai famosi dei cioccolatini in commercio alludono al contatto fisico, all'intimità, all'emozione ed al sentimento. All'interno dei Baci Perugina inoltre possiamo leggere frasi di autori, più o meno famose/i, che parlano di tutto ciò.
Nelle pubblicità, dalla festa tra amici dove il cioccolato fa da sfondo, distendendo l'espressione del volto e rilassando la conversazione, si passa allo spazio intimo a due, in cui si gioca a chi prende e chi dà, e dove può inserirsi un terzo che, rubando l'oggetto del desiderio, crea l'eco del triangolo della gelosia..
Nel film “Chocolate” viene ripetuto “qui si fabbricano piccoli momenti di estasi”.
Sesso e alimentazione sono accomunati dall'oscillazione fra libertà e repressione, fra pulsione e controllo.
Entrambi svolgono un'importante funzione ai fini della socializzazione, della soddisfazione personale e della sopravvivenza.
Il cioccolato è uno dei simboli della trasgressione alimentare. Esso può esprimere, a seconda del contesto, romanticismo oppure passione – spesso con confini labili.
“Pensate al gesto di passarvi il cioccolatino da bocca a bocca...: può essere un momento altamente erotico. Associate l'atto di scartarlo/i a quello dello spogliarvi, immaginando (i) vari giochini erotici che potete fare in coppia, usando la cioccolata... Il più comune è quello di spalmarsela addosso lasciando che sia il partner a rimuoverla”.
Cioccolato al peperoncino, alla menta, all'arancia...: quante varietà possiamo trovarne !!?!
Chissà se nel produrre preservativi al gusto di fragola e altri, le industrie farmaceutiche hanno preso spunto dalle fabbriche di cioccolato!!??! Ciò non tragga in inganno (i meno esperti) ipotizzando l'uso del cioccolato come (un) preservativo!!??!
L'eco è piuttosto quella di dare sapore al sesso, di incontrare i gusti dei più, di stimolare alla curiosità, alla scoperta...
Il pollo al cioccolato al peperoncino, o il cioccolatino fondente prima del caffè; alternare passione, aggressività a tenerezza e dolcezza nel sesso: tutto ciò per creare armoniosi contrasti, in cucina, in amore, a letto, che esaltino il gusto, che regalino emozioni, che imprimano un ricordo piacevole a cui tornare col pensiero e da cui ripartire per produrre altre, simili, nuove memorie.
Collegamenti si possono fare pure con la patologia da “dipendenza”: sessuale e da cioccolato.
Dai “sexual addicted” ai “chocolate addicted” ?!? Potremmo affremare che anche “lui” come la sessualità, può responsabilizzare l'individuo, che deve imparare a dosare e a farne buon uso, un uso intelligente ed adeguato. In esso debbono trovare un accordo desiderio, bisogno e piacere con eccesso, dipendenza e dis-piacere.
Anche la condivisione emotiva e la motivazione di base al con-sumo di cioccolato incide nella degustazione dello stesso. Mangiate un cioccolatino quando e perché siete arrabbiati … e fatelo quando e perché, semplicemente, vi va. Probabilmente riuscirete ad assaporarlo meglio nel secondo caso.
Esistono -peraltro anche dati fisiologici e chimici a supporto delle proprietà del cioccolato fin qui argomentate.
I suoi maggiori componenti sono infatti: zucchero, grassi, feniletilamina, teobromina (sostanza simile alla caffeina) e magnesio che hanno effetti ansiolitici ed edonistici. Esso stimola la produzione di insulina nel pancreas, a sua volta responsabile dell'aumento di serotonina la quale rientra fra le proprietà antidepressive riconosciute al cioccolato. Essa è il neurotrasmettitore che presiede allo stato di calma (tanto che una sua diminuzione è in relazione con una maggiore aggressività e tendenza al suicidio). Poiché facilita la produzione di endorfine (gruppo di oppioidi naturali prodotti dal cervello con azione simile alla morfina), le donne consumano più cioccolato nelle fasi premestruali e nei giorni del mestruo perché migliora l'umore, favorisce l'eccitazione, allevia i dolori legati al periodo preovulatorio e ovulatorio (gonfiore, mal di testa, irritabilità, alterazioni del sonno). La feniletilamina (Pea: sostanze simil-lisergiche, simili all'LSD) produce sentimenti di desiderio fisico e di “amore” (infatti, nelle fasi dell'innamoramento, essa viene liberata naturalmente dall'organismo).
Lo sapevate che rinunciare ai dolci può provocare un calo inesorabile del desiderio? E che le probabilità di litigare con il partner sono almeno tre volte superiori a quelle di chi si concede qualche strappo?!
Parlando di gusti, c'è chi lo preferisce al latte e chi fondente, innanzitutto.
Un “eros al latte” esprime in genere un erotismo morbido e sensoriale , per lo più al femminile.
Secondo la psicologa G. Bertini, la persona ricerca una esperienza totalizzante, un “piacere del cuore”. Vuole coccolare e confortare; ama le cose semplici ed appaganti; è gelosa, morbida e genuina e ricerca una dimensione creativa.
Associato di più al maschile è il cioccolato fondente, espressione di un eros più intenso ed esplicito. Attratto da un mondo più ruvido e tagliente ma anche raffinato, egli si muove prevalentemente seconda (la) logica, preferendola alla suggestione emotiva: la sua è la ricerca di un “piacere della testa”. Al latte o fondente, si può scegliere di gustarlo da soli o in coppia.
Chissà se il modo in cui una persona mangia la cioccolata (ci) può dire qualcosa sul suo eros e sulla sua sessualità …?!?! Un po' come si “vocifera” sul modo di bere un caffè …
Allora...:
Se morde e deglutisce in fretta i cioccolatini potrebbe essere una persona che non si sofferma sulle cose, quindi che non le assapora veramente. Parallelamente a letto potrebbe risultare un po' maldestro.
Se li morde (ma) con calma per allungare i tempi sta agendo un controllo sulla situazione. Quindi a letto è sicuro finché si muove entro certi schemi (noti) ma si imbarazza e si disorienta quando si lascia un po' andare.
Se succhia il cioccolatino velocemente per arrivare al ripieno è un tipo che per lo più consuma l'esperienza. Può tendere ad una sessualità più genitale saltando per lo più i preliminari.
Se succhia lentamente fino al ripieno, al contrario, sembra una persona che assapora le esperienze, sensibile al contatto fisico che comunque ricerca; creativo e sensuale a letto.
L'ingordo, che ne mangia uno dietro l'altro, vuole prendere dagli altri, e se è così, a letto risulta egoista e superficiale, ben poco interessato e dedito al piacere del partner.
Se la persona “gioca”, si intrattiene quasi col cioccolatino: guardandolo, toccandolo, poi rompendolo prima di metterlo in bocca e ancora spostandolo con la lingua può essere un po' troppo rilassata e “astratta”. Pur allegra nella vita sessuale sembra risultare un po' infantile.
Potreste offrire un cioccolatino ed osservare come lui/lei lo mangia... : che ne dite, può piacervi come partner?!?!
Dott.sa Claudia Cardinali
Psicologa – Psicoterapeuta - Sessuologa
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